Il percorso legislativo in materia di assistenza sociale inerente le persone con disabilità ha avuto la sua svolta con la promulgazione della Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (Lg.n. 328/2000), che definisce i referenti ed i compiti dei servizi assistenziali per persone con handicap. Per assistenza sociale si intende l’insieme degli interventi, rivolti alle persone con disabilità e, in maniera indiretta, alle famiglie dei disabili, organizzati dagli Enti preposti per attuare una effettiva e completa integrazione delle persone con handicap nel contesto quotidiano della società. I titolari delle azioni di intervento sociale sono i Comuni che devono predisporre una rete di servizi integrati per le persone disabili sul proprio territorio, in stretto raccordo con le Aziende sanitarie locali, impegnate nel garantire assistenza socio sanitaria, rispondere in modo completo ai bisogni fisici, mentali e relazionali delle persone e favorire così una reale ed effettiva integrazione. I diversi interventi fruibili dalle persone con disabilità possono essere riassunti in tre ambiti:
I servizi socio assistenziali previsti dalla normativa vigente e realizzati dal Comune (dalle ASL nel caso di delega da parte di Comuni piccoli) o consorzi comunali, per semplicità ed immediatezza di lettura, possono essere suddivisi in questa sezione in tre grandi categorie:
I Centri diurni sono centri di servizio polivalenti, semi-residenziali, presso i quali vengono svolte attività di socializzazione, di aggregazione di riabilitazione e di sostegno alla vita domestica. Al loro interno, dunque, vengono prestati servizi di tipo socio assistenziale come pure interventi a carattere sanitario riabilitativo. Nell’ambito dei centri diurni possono distinguersi i centri socio-educativi – che erogano prestazioni socio-assistenziali miranti alla crescita globale delle persone al fine della loro ri-socializzazione, riattivazione e del mantenimento delle residue capacità e socio-riabilitativi- ed i centri socio-educativi - strutture extra ospedaliere per l’accoglienza di disabili non autosufficienti o a rischio di emarginazione o di istituzionalizzazione-. Nei centri le prestazioni di tipo terapeutico riabilitativo vengono garantite da personale specializzato mentre quelle a carattere socio assistenziale sono predisposte da educatori professionali. Al fine di favorire interventi più organici, i centri diurni sono comunque collegati ed integrati con la rete delle strutture e dei servizi del territorio e forniscono, eventualmente, anche prestazioni di supporto all’assistenza domiciliare. L’accesso ai centri diurni è completamente gratuito, esso viene attivato mediante segnalazione del personale sociale o sanitario (assistente sociale, personale medico e riabilitativo) operante presso l’Ente pubblico o il privato. Con la denominazione Servizi residenziali si accomunano tutte le strutture che offrono ospitalità prolungata alle persone disabili con lo scopo di sostituire temporaneamente la famiglia realizzando forme di trattamento specialistico socio sanitario volte, comunque, a promuovere il recupero e il reinserimento sociale e famigliare delle persone disabili. In genere tali servizi si differenziano per il maggiore o minore grado di autonomia delle persone ospitate e per il tipo di prestazioni erogate. A tale proposito, l’organizzazione dei servizi residenziali si preoccupa:
Residenze sanitarie assistenziali La Residenza sanitaria assistenziale è una struttura extra ospedaliera socio-sanitaria integrata a prevalente valenza sanitaria destinata ad anziani, disabili fisici, psichici e sensoriali non autosufficienti e non assistibili a domicilio e richiedenti trattamenti continui, permanenti, o affetti da patologie cronico-degenerative a tendenza invalidante che non necessitano di specifiche prestazioni ospedaliere. Le R.S.A. erogano:
Il personale in servizio presso tali strutture consta di medici, infermieri, terapisti della riabilitazione, animatori, assistente sociale e ausiliari socio assistenziali. Centri socio-riabilitativi residenziali Si caratterizzano rispetto alle R.S.A. per la particolare assistenza riabilitativa individualizzata che offrono sia all’interno che all’esterno della struttura, e per l’alta intensità assistenziale che garantiscono. In genere la loro ricettività è particolarmente limitata. Comunità alloggio Le comunità alloggio sono servizi residenziali per minori, anziani o persone con handicap, consistenti in un nucleo di convivenza a carattere famigliare, con un numero minimo di ospiti di norma non superiore alle dieci unità. La comunità alloggio può assolvere il compito di sostituire, anche temporaneamente, il nucleo famigliare con la funzione di stimolare la maturazione psicologica, relazionale e sociale degli ospiti in vista del loro reinserimento nella famiglia e nell’ambiente sociale. L’alloggio è pensato anche per quanti non possono più fare affidamento sul proprio nucleo famigliare o ne sono privi. Gli ospiti, le cui condizioni lo permettano, possono svolgere attività lavorative e di studio all’esterno dell’alloggio e usufruire pertanto del servizio abitativo esclusivamente per esigenze di vita quotidiana. Il personale operante presso tale struttura è di norma un educatore e, talvolta, un ausiliario socio assistenziale. La cura della casa è resa efficace anche attraverso la collaborazione degli ospiti nel grado e nella misura permessa dalle loro abilità e condizioni psicofisiche. Gruppo appartamento E’ una struttura costituita da un appartamento che ospita poche persone (massimo 5-6), con handicap motorio o con disabilità intellettiva; condizione per l’utilizzo del servizio è l’assenza della famiglia del disabile o il desiderio di non vivere più nella propria. Attraverso il gruppo appartamento si persegue l’obiettivo di offrire ospitalità residenziali garantendo una vita comunitaria, in un piccolo gruppo, con l’appoggio ed il supporto di operatori. Per tale ragione è auspicabile che gli ospiti, almeno discretamente autonomi, autosufficienti ed inseriti in un contesto lavorativo o frequentanti quotidianamente altri servizi diurni, siano responsabilizzati a partecipare con il loro contributo personale alla gestione e organizzazione della vita comunitaria nell’appartamento. La legislazione nazionale e quella delle singole regioni hanno previsto, a favore delle persone con handicap, una serie di ulteriori servizi integrativi: Assistenza domiciliare (A.D.) e assistenza domiciliare integrata (A.D.I.) che comprende l’insieme delle prestazioni di natura socio-assistenziale (A.D.) e socio sanitaria (A.D.I.) rivolte alle persone disabili presso la loro abitazione, con l’obiettivo di mantenerle presso il proprio contesto famigliare. L’A.D., garantita dal Comune proprio di residenza, eroga prestazioni domestiche quali la pulizia, la preparazione dei pasti, la lavanderia, la spesa e prestazioni sociali quali l’espletamento di pratiche burocratiche, l’A.D.I., erogata dal Servizio Sanitario Nazionale attraverso le A.S.L., garantisce anche prestazioni infermieristiche (somministrazioni di farmaci, cura delle ferite, iniezioni, riabilitazione). Contributi economici. Si tratta di assistenza economica a carattere non continuativo, erogata dal Comune di residenza per particolari esigenze delle persone con handicap o a favore della loro famiglia. Concessione di alloggi di edilizia popolare. I nuclei famigliari che comprendono una persona disabile possono godere di facilitazioni nell’assegnazione di alloggi di edilizia popolare. Tali facilitazioni constano in attribuzione di punteggi maggiori per la graduatoria e l’iscrizione negli appositi elenchi. Affido assistenziale. E’ un intervento che riguarda i minori in età evolutiva (compresi i ragazzi con disabilità), quando i propri genitori, o eventualmente la famiglia allargata, non possano farsi carico della crescita materiale ed educativa del figlio. Servizi di trasporto. Per le persone disabili - ed eventualmente per i loro accompagnatori - possono essere previste forme di trasporto gratuito o a tariffe agevolate sui mezzi pubblici comunali o regionali. A livello nazionale, ad esempio, TrenItalia permette alle persone disabili titolari dell’indennità di accompagnamento/comunicazione di richiedere la Carta Blu, in modo da poter acquistare un biglietto con un costo base valido per due persone (disabile ed accompagnatore). Servizi educativi, ricreativi , sportivi e soggiorni estivi. I Comuni possono organizzare periodi di soggiorno e vacanza per persone con disabilità allo scopo di promuovere forme di integrazione e socializzazione. Per la stessa ragione, l’Ente locale può agevolare le persone disabili nella partecipazione e frequenza a corsi, strutture ricreative, sportive (palestra, piscina) e formative del proprio territorio o convenzionati. Decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 2001 "Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali" Legge - 08/11/2000 n. 328 Decreto Ministeriale - Ministro per la solidarietà sociale 29/07/1999 Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri - 07/05/1999 n. 221 Decreto Legislativo - 31/03/1998 n. 109 Decreto Legislativo - 30/04/1997 n. 157 Legge - 05/02/1992 n. 104 " |